La Juve ruggisce, Inter k.o.

Dopo due sconfitte consecutive la Juventus ritrova la vittoria proprio nello scontro diretto con l’Inter. A segno Melo ed Eto’o nel primo tempo, decisiva la splendida rete di Marchisio nella ripresa. Parecchia tensione in campo, espulsi Mourinho e lo stesso Felipe Melo.
 
Una Juve che con questa vittoria – oltre a tenere aperto un campionato costantemente a rischio soffocamento per lo strapotere nerazzurro – puntella la traballante panchina di Ciro Ferrara e ritrova soprattutto un po’ di fiducia, anche in vista della sfida-spareggio in Champions contro il Bayern Monaco, sebbene la grande prova di carattere non abbia cancellato tutti i dubbi sulla quadratura tattica di una squadra che soffre terribilmente l’assenza di Iaquinta, e non riesce a mettere Diego in condizione di far male. L’Inter ha sofferto il primo quarto d’ora per poi gestire tutto sommato bene il resto della gara, col solo torto di aver subìto il gol decisivo nel suo momento migliore senza riuscire poi a reagire col necessario ordine.
 
 
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LA PARTITA – Ferrara sceglie di tornare al 4-3-1-2 con Diego alle spalle di Amauri-Del Piero e Sissoko e Marchisio in mezzo con Felipe Melo. Mourinho conferma il modulo col rombo assegnando a Stankovic il ruolo di trequartista alle spalle di Eto’o e Milito. L’inizio della Juve è veemente; al 4′ Muntari rischia il penalty su Sissoko, poco dopo Cannavaro chiama Julio Cesar con un colpo di tacco da calcio d’angolo, ed al 18′ i bianconeri passano; punizione di Diego in area, testa di Chiellini e ultimo decisivo tocco di Felipe Melo (o forse di Lucio) che spiazza Julio Cesar. Mourinho applaude ironicamente l’arbitro contestando il fallo da cui è nata l’azione, e viene cacciato.
 
L’Inter alza il baricentro, Samuel sfiora il pari con un bel colpo di testa ben parato da Buffon, ed al 25′ gli ospiti pareggiano; dormita juventina su una punizione nerazzurra, Cambiasso può servire il liberissimo Stankovic che pesca in area l’altrettanto liberissimo Eto’o, il colpo di testa del camerunense non dà scampo a Buffon.
 
Dopo l’intervallo è la capolista a ripartire meglio, la Juve è in sofferenza già dalla parte finale di primo tempo. Al 57′ un velocissimo contropiede interista porta Stankovic a sfiorare il gol, ma sul ribaltamento di fronte è la Juve ad andare a segno; Sissoko prova il destro da fuori, Julio Cesar para ma non trattiene e Marchisio è prodigioso nell’aggirare Samuel con un dribbling strettissimo ed a battere il portiere brasiliano con un tocco sotto tutt’altro che facile. Il “nuovo Tardelli” corre sotto la curva a raccogliere la gioia dei tifosi bianconeri.
 
Mourinho passa al 4-3-3 con Balotelli per Muntari, poi al 4-2-3-1 con Mancini per Cambiasso. Ferrara si copre con Camoranesi per Del Piero e passa al 4-4-2 e fa bene, perchè nel tourbillon di cambi i nerazzurri non riescono invece a ritrovare l’ordine e la lucidità necessaria per pareggiare la gara.
 
PARAPIGLIA FINALE - prima del triplice fischio c’è tempo per un parapiglia che rischia seriamente di tramutarsi in una rissa da far west; tutto nasce da una gomitata di Felipe Melo a Balotelli, l’interista viene colpito sul braccio ma crolla a terra tenendosi il volto, di lì la tensione che coinvolge anche Motta, Buffon, Sissoko e Chivu in particolare. Fioccano i cartellini gialli più uno rosso, proprio per Felipe Melo che era già stato ammonito nel primo tempo.
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